Ebbe un ruolo chiave nelle prime battute della seconda inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, ed è stata ascoltata ieri dalla commissione parlamentare che sta cercando di fare luce su uno dei casi più delicati oscuri della storia d’Italia.

Il ruolo di Petrocca

Giovedì 11 settembre, la Bicamerale di palazzo Macuto ha accolto e ascoltato Giovanna Petrocca, vice dirigente della squadra mobile della Questura di Roma dal 2007 al 2009. Fu lei a raccogliere la testimonianza di Sabrina Minardi sul rapimento della cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983 a Roma, a pochissimi passi dal Senato e all’uscita dalla scuola di musica che aveva sede nella Basilica di Sant’Apollinare. Ieri l’ex vice questore ha ricordato alla Commissione guidata da Andrea De Priamo i passaggi chiave della testimonianza della donna all’epoca dei fatti legata sentimentalmente a Enrico De Pedis, personaggio ormai leggendario della criminalità romana, trucidato nel ‘90 in via del Pellegrino. Anche Sabrina Minardi è venuta a mancare a Bologna, lo scorso marzo, dopo una vita segnata da caos e sofferenza, portando con sé parte di questa assurda vicenda segnata da decine di ipotesi che negli anni hanno tirato in ballo di tutto: dai servizi segreti russi al terrorismo mediorientale. Si concentrò invece su una pista più circoscritta il procuratore Giancarlo Capaldo che diresse le seconde indagini archiviate nel 2015 e che arrivò anche a emettere degli avvisi di garanzia nei confronti di alcuni membri della banda della Magliana e della Minardi stessa, per concorso in sequestro della Vatican Girl.