Emanuela Orlandi, il procuratore Malerba: «La pista porta Oltretevere, dubbi sul Vaticano e i contatti telefonici»

giovedì 19 febbraio 2026, 18:52 - Ultimo agg. 20:21

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Sul caso di Emanuela Orlandi c'è stato «un sofisticatissimo depistaggio». Lo ha detto ascoltato dalla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi, il procuratore Giovanni Malerba che si è occupato del caso nel '97. «Il moltiplicarsi di soggetti rivendicanti il sequestro» come Turkesh o Phoenix, «tutti in possesso di elementi dimostranti un contatto con Emanuela, ma nessuno di quali in grado di dimostrare l'esistenza in vita dell'ostaggio, unito all'accertata inesistenza di taluni soggetti», ha spiegato, «rivela tutta la trama di un'operazione di depistaggio mirata ad inclinare il quadro probatorio e a sviare gli inquirenti dalla individuazione dei responsabili e del reale movente del sequestro».

«Vero è - ha aggiunto - che l'unica risultata esistente è l'organizzazione dei Lupi grigi. Tuttavia, anche questo gruppo, pur autore di lettere e messaggi rivendicanti il sequestro mirato alla liberazione di Alì Agca, mediante lo scambio con l'Orlandi, non ha fornito prova alcuna dell'esistenza in vita dell'ostaggio e, a mio avviso, va pertanto inserito a pieno titolo fra i partecipanti al depistaggio, anche in considerazione di quanto emerge dal contenuto di un manoscritto recuperato in data 4 settembre 1983 a seguito di una telefonata in un furgone Rai parcheggiato in Castel Gandolfo». Malerba ha anche spiegato di credere ad «un'unica regia» del depistaggio. Inoltre, si è detto convinto, «per connessione logica», del legame tra la scomparsa di Orlandi e quella di Gregori. Ha infine ricordato le rogatorie al Vaticano lamentando «una riservatezza» non plausibile nei confronti degli inquirenti e ha menzionato la figura di Raul Bonarelli, allora agente della Gendarmeria vaticana visto al bar con Mirella Gregori e la sua amica Sonia De Vito ma poi non riconosciuto in un confronto promosso dagli inquirenti dalla madre di Mirella, deceduta poco dopo.