Il governo della Republika Srpska (Rs), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH), ha risposto alla decisione della Slovenia di vietare l'ingresso nel Paese a Milorad Dodik, leader serbo-bosniaco e presidente esautorato della Rs, con una misura reciproca, imponendo il divieto di ingresso in Rs alla presidente slovena Natasha Pirc Musare e alla ministra degli esteri Tanja Fajon.
Esprimendo una ferma protesta per la misura unilaterale e "politicamente motivata" di Lubiana, adottata "senza alcun fondamento legale", il governo serbo-bosniaco - come riferito dai media a Belgrado - ha parlato di "diretta ingerenza" negli affari interni e di "violazione delle convenzioni internazionali" La misura restrittiva nei confronti di Dodik era stata presa oltre che per le sue aperte intenzioni secessioniste e la mancanza di rispetto per le istituzioni della BiH, anche per i sospetti su proprietà acquisite in Slovenia da Dodik e i suoi familiari con fondi di dubbia provenienza.
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