In Bosnia-Erzegovina la Corte costituzionale, con una apposita sentenza, ha dichiarato oggi non valide una serie di leggi varate dalla Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba il cui presidente Milorad Dodik è nel mirino della comunità internazionale per le sue crescenti aspirazioni separatiste.
Fra i provvedimenti dichiarati inconstituzionali vi sono quelli sul divieto dell'attività in Republika Srpska degli organi giudiziari e di polizia centrali dello stato bosniaco, adottati dal parlamento serbo-bosniaco dopo la condanna di Dodik in primo grado lo scorso febbraio a un anno di reclusione e sei di interdizione da ogni attività politica per disobbedienza alle delibere dell'Alto rapresentante internazionale in Bosnia-Erzegovina Christian Schmidt.
L'Alta Corte ha motivato la sentenza sostenendo che l'entità non può sottrarre competenze allo stato centrale.
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