“Il mio ritratto di Andy Warhol a Leo”. C’è un tocco di spontanea intimità e di sincero amore in mezzo a codicilli e formule burocratiche di rito. In uno dei suoi due testamenti, aperto il 9 settembre e reso noto alla stampa nelle scorse ore, Giorgio Armani non ha smesso di vivere i propri sentimenti legandoli ai propri lasciti testamentari. Il celebre ritratto che il re della pop art gli fece nel 1980 è stato infatti donato all’amato Pantaleo “Leo” Dell’Orco, suo compagno di vita e braccio destro negli affari.

Il ritratto che campeggia nel palazzo di via Borgonuovo a Milano fu creato da Warhol partendo da uno scatto fotografico al noto stilista mentre stava aprendo uno showroom della GFT a New York. Di copie di quel ritratto ne esistono altre, ma quella che allora venne acquisita dalla GFT e poi diventato un oggetto del cuore per Armani e Dell’Orco. Anche per gli arredi e gli ornamenti di via Borgonuovo – con l’eccezione di un quadro di Matisse e di una foto di Rayman che andranno alla sorella Rosanna – l’ultima parola spetterà a Dell’Orco ma con una clausola pragmatica e affettuosa: i destinatari potranno scambiarsi i beni “in base alle loro preferenze”. Armani ha specificato poi nel lascito testamentario che “non vengano rimossi da dove si trovano” e che “rimangano come complemento dell’immobile finché Leo voglia viverci”.