Un elenco minuzioso di beni con accanto i nomi delle persone più care a cui lasciarli in «legato», in eredità. Giorgio Armani ha preso nota di tutto in modo pignolo, e non ha dimenticato nulla: né le zanne di elefante, né il ritratto firmato Warhol, né la pantera in bronzo, né il paravento giapponese dorato. Ha pensato al noleggio della barca per il compagno e braccio destro Leo Dell’Orco, al quadro di Matisse che vorrebbe fosse lasciato al suo posto nella casa di via Borgonovo, ai soggiorni temporanei di Michele Morselli (amministratore delegato della società immobiliare) nell’appartamento di New York, all’uso delle piscine che Leo potrebbe concedergl. Leggendo le parole di Giorgio Armani si capisce qualcosa di più di lui, dei suoi affetti, della cura che metteva nelle cose, anche nelle sue ultime volontà.