Dall’altra parte del mondo, ovvero nella città che amministra, è tuttavia la notizia del Tevere a sollevare facili entusiasmi e ovvi razionalismi. Peccato che neanche più la Senna può fungere da faro da inseguire. È ancora fresca nei ricordi la clamorosa figuraccia delle Olimpiadi dello scorso anno, quando gran parte degli atleti finì in ospedale per i batteri del fiume. Debole anche il paragone con Tamigi e Danubio, "balneabili" sì, ma chi ha mai visto qualcuno nuotare in quelle acque, nel centro di Parigi, Londra, Vienna? E quanto costerebbe - ai romani - poi avere un Tevere "balneabile"? Considerato lo stato pietoso non solo delle acque ma delle banchine e delle discese per arrivarci.