Fame di notizie ma anche improvvisazione. Dare l’idea del futuro senza accorgersi del presente. Paiono queste le parole d’ordine impartite dal Campidoglio allo stuolo di consulenti che si sfama alla corte del sindaco. Pensa e ripensa hanno partorito un’altra idea di quelle geniali: e tra cinque anni potremo farci il bagno nel biondo Tevere. Non pensate più alla Romagna o alla Sicilia. Per le vostre vacanze vi soddisferà il fiume della Capitale, sperando che nel frattempo siano stati messi fuori gioco i topi che ci ballano dentro. Non stiamo parlando certo di una novità dell’ultimo minuto, perché è da decenni che si parla della balneabilità a Roma e ogni volta torna buona per la propaganda del momento. Un po’ come un Macron de’ noantri, il sindaco Gualtieri ci prova. Senza tener conto della figuraccia già collezionata dall’Eliseo al tempo delle Olimpiadi con un analogo annuncio sulla Senna. Le polemiche seguite alle sparate del presidente francese dovrebbero suggerire prudenza nel lanciare simili promesso.
MACRON DE’ NOANTRI
Diciamo che ci vorrà qualche accortezza in più, vorremmo poter dire al primo cittadino della Capitale, senza essere costretti ad andare appresso ai guaiti sui social di chi lo invita a promettere ai romani il suo bagno di Capodanno, come mister ok del Terzo millennio. Sarebbe crudele, in effetti. Il sindaco Gualtieri ha parlato del progetto del bagno nel fiume che attraversa la Capitale a margine dell'evento «La città eterna accoglie il futuro. Attrattività, cultura, bellezza e innovazione» organizzato al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka. Probabilmente gli occhi a mandorla di chi lo ascoltava erano più sbarrati del solito.








