Il figlio è morto nel 2024 per un tumore osseo a soli 14 anni, i genitori finiscono sotto processo per omicidio con dolo eventuale. L’ipotesi della procura di Vicenza è che abbiano accettato il rischio di morte del figlio non garantendogli le cure adeguate, a seguito di una diagnosi chiara: neoplasia. Il rinvio a giudizio è stato formulato dal giudice per l’udienza preliminare e il processo avrà inizio a ottobre.
La diagnosi
Il verdetto sulla malattia di Francesco G., di Costabissara nel Vicentino, era arrivato nel 2023, al Rizzoli di Bologna. I medici consigliavano una biopsia e poi le cure. Ma i genitori le hanno rifiutate, certi che il figlio si fosse ammalato per scarsa autostima. A indirizzarli su questa strada sarebbero stati i consigli di un medico padovano, seguace della dottrina di Hamer che legherebbe l’insorgere di una malattia a un trauma emotivo patito dal paziente. Una biopsia, avrebbe detto loro il medico padovano al quale si erano rivolti per avere un secondo parere, è troppo invasiva. Altera la vita delle cellule, ferisce nel profondo, nell’anima del ragazzo. Anima che, secondo la dottrina di Hamer era stata ferita dagli inciampi nello sport e con gli amici.
Le cure
Invece di seguire il protocollo medico per contrastare il tumore, i genitori del ragazzino lo hanno sottoposto a massaggi, impacchi d’argilla, gli hanno somministrato il Brufen. Niente eparina né moxicillina. Così è peggiorato. All’ospedale di Perugia, dove i genitori ormai disperati l’hanno portato, la loro prima versione è stata: si è fatto male cadendo dallo skateboard. Il ragazzino viene curato con dei palliativi ma è ormai tardi. Muore il 14 gennaio 2024.










