VICENZA - Il suo tumore era stato curato con l'argilla dai genitori del 14enne che avevano deciso di ritardare le cure per la malattia oncologica del figlio adolescente. Una battaglia che, forse, avrebbe potuto combattere ​Francesco Gianello, il ragazzino morto di tumore all'ospedale San Bortolo nel 2024. I suoi genitori Luigi Gianello e Martina Binotto sono a processo in Corte d’Assise a Vicenza per aver ritardato diagnosi e terapie, secondo il pm, cercando di curare il figlio con la “dottrina Hamer”. L'udienza a mamma e papà del 14enne si è aperta oggi, martedì 21 ottobre.

L'udienza è stata rinviata a gennaio dopo che la Corte ha accolto l'eccezione della difesa su una notifica sbagliata in udienza preliminare a carico della madre. Ci sarà quindi una nuova udienza in sede preliminare davanti al Gup solo per la donna, per poi riunire la sua posizione con quella del marito. La coppia di genitori questa mattina non era presente in aula.

Il caso risale al 2024 dopo la morte di Francesco all'ospedale San Bortolo di Vicenza. Già una segnalazione era arrivata ai servizi sociali del comune quando, però, le condizioni dell'adolescente erano già critiche. I genitori, dopo aver scoperto la malattia oncologica del figlio - un osteosarcoma al femore - dopo aver percorso le strade classiche suggerite dai medici che li hanno seguiti, si sarebbero rivolti ad un medico padovano che segue la pseudo-terapia di Hamer. Il giovane alla fine però peggiorò e dopo varie visite anche in diversi ospedali, tra qui quello di Perugia, arrivò a Vicenza dove poi è morto all'inizio dello scorso anno. La procura vicentina, con il pubblico ministero Paolo Fietta, nel frattempo aveva già raccolto un dossier sul caso e avviato l'indagine.