VENEZIA - Ha detto il consigliere leghista Marzio Favero: «Quanto accaduto l'altro giorno pone un problema politico grande come un macigno». E il capogruppo meloniano Lucas Pavanetto lo conferma, a sentire il tenore delle sue dichiarazioni: «Fratelli d'Italia non accetta lezioni di democrazia da chi utilizza la storia come clava per inseguire qualche voto a sinistra». Dunque non si placa la polemica nel centrodestra, dopo lo strappo di FdI sulla legge in tema di Resistenza, approvata da Lega e Forza Italia insieme a Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle.
Commentando l'intervista di Favero sul Gazzettino di ieri, Pavanetto rilancia la contrarietà del suo gruppo: «Il progetto di legge approvato presentava lacune, come l'omissione del dramma delle foibe con la volontà di ridimensionare la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata-istriano. Persino sul tema dei totalitarismi si è scelto di citare solo quello fascista, ignorando volutamente il comunismo, che ha causato vittime italiane proprio in quelle terre. È un approccio sbilanciato». Da lì la decisione di uscire dall'aula: «Fratelli d'Italia non mette in discussione i valori fondativi della Repubblica e il significato della Resistenza, ma non accetta che questi diventino patrimonio esclusivo di una parte politica. La memoria deve unire e non dividere: è compito delle istituzioni custodirla nella sua interezza, senza cancellazioni né rimozioni di comodo».






