VENEZIA - La lista Zaia alle prossime Regionali? «Assolutamente no», scandisce Lucas Pavanetto, capogruppo dei meloniani. «Non accettiamo diktat», ribatte Alberto Villanova, portavoce dell’intergruppo zaian-leghista. Il giorno dopo il rilancio di Luca Zaia, elmetto in testa e piccone in pugno, l’immagine del cantiere resiste a Palazzo Ferro Fini. Nel senso che Fratelli d’Italia tira su un muro davanti alla possibilità che la Lega possa schierare la compagine intitolata al suo alfiere, magari capolista in tutto il Veneto, dato che non potrà ricandidarsi alla presidenza per la quarta volta.

È gelida la reazione di Fdi in Consiglio regionale all’approdo della proposta sul tavolo nazionale del centrodestra. Dice infatti Pavanetto: «La lista del presidente si chiama proprio così perché, al di là dei partiti o delle civiche che sostengono la coalizione, il candidato governatore raccoglie persone magari provenienti da esperienze politiche diverse o che fanno sintesi di esperienze politiche attuali. Per quanto riguarda la lista Zaia, credo sia il tentativo di tenere unito in Veneto un mondo composto dalla Lega e da persone che guardano a Zaia senza farne parte. Alla fine secondo me ci sarà una lista del presidente, chiunque sarà, più quelle dei movimenti politici come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma la lista Zaia assolutamente no: non è lui il candidato alla presidenza».