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Due documenti distinti scritti dallo stilista. Il focus sul nuovo assetto di comando
«Ho costruito una specie di struttura, di progetto, di protocollo che dovrebbe essere seguito da chi verrà dopo di me in questa avventura», ha detto in una delle tante interviste Giorgio Armani. E il protocollo è stato portato a conoscenza degli eredi. Secondo quanto si è appreso, lo stilista ha lasciato due testamenti in forma segreta, scritti di suo pugno e messi in una busta sigillata. Il primo è datato il 15 marzo scorso e il secondo del 5 aprile successivo. La pubblicazione dei due documenti, ossia la loro apertura dal notaio Elena Terrenghi, è del 9 settembre. Ovvero il giorno dopo il funerale a Rivalta, il borgo nel Piacentino tra i luoghi del cuore dell'infanzia dello stilista. Nei due documenti non c'è soltanto scritto chi saranno i beneficiari del suo patrimonio stimato attorno ai 13 miliardi, ma anche il futuro creativo del gruppo fondato nel 1975. Ne aveva parlato di recente al Financial Times spiegando che i suoi piani per il futuro della casa di moda «consistono in un graduale trasferimento delle responsabilità che ho sempre gestito a coloro che mi sono più vicini, come Leo Dell'Orco (suo braccio destro e compagno, già responsabile del menswear, ndr), i membri della mia famiglia e l'intero team di lavoro».














