Due buste sigillate, scritte di suo pugno, per contenere il futuro di un patrimonio da oltre 11 miliardi di euro. A pochi giorni dalla sua scomparsa, avvenuta il 4 settembre, sono stati aperti e pubblicati i due testamenti segreti di Giorgio Armani. L’atto, come risulta all’Ansa dall’archivio notarile di Milano, è avvenuto martedì 9 settembre per mano del notaio Elena Terrenghi.

I due documenti, molto recenti – il primo datato 15 marzo 2025 e il secondo 5 aprile successivo – sono stati redatti in forma “olografa“, ovvero scritti interamente a mano dallo stilista. Sebbene il contenuto sulla divisione esatta delle quote non sia ancora stato reso noto, la loro apertura inizia a delineare la complessa architettura che Armani, con il suo consueto “programmatico pragmatismo“, ha disegnato per il suo “dopo”.

Gli eredi: la famiglia e i fedelissimi

Non avendo figli, e quindi eredi diretti a cui destinare una “quota di legittima”, lo stilista ha potuto disporre liberamente della sua intera eredità. A ereditare i beni e le quote del gruppo saranno le persone a lui più care. In prima linea, la famiglia: le nipoti Silvana e Roberta Armani, figlie del fratello Sergio scomparso anni fa, e il nipote Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna. Accanto a loro, una figura chiave, professionale e affettiva: lo storico braccio destro Leo Dell’Orco. Negli ambienti finanziari si ipotizza inoltre che possano esserci lasciti anche per altri collaboratori di lunga data e per enti benefici.