L’11 ottobre è destinata a diventare una data storica per Yamaha, il giorno in cui è entrata in una nuova era. La Casa giapponese era l’unica a essere rimasta fedele al motore 4 cilindri in linea, suo marchio di fabbrica. Nella MotoGp di oggi, però, i rivali sono andati tutti in un’altra direzione, preferendo il propulsore V4. I risultati danno ragione agli avversari e i giapponesi sono corsi ai ripari. Oggi è stata svelata la nuova M1, che nasconde sotto la sua carena proprio un V4. A portarla in pista, nel Gran premio di Misano, sarà il collaudatore Augusto Fernandez.
MotoGp di Catalunya, pole per Alex Marquez. Terzo tempo per il fratello Marc. Male Bagnaia
Non si è trattato solo di progettare un nuovo motore, ma «una nuova moto, costruita intorno a esso» ha sottolineato Max Bartolini, il direttore tecnico di Yamaha. A osservarla con attenzione c’è Fabio Quartararo, che l’ha provata per la prima volta pochi giorni fa a Barcellona. I manager di Yamaha prendono tempo, ma è ormai scontato che la nuova moto sostituirà l’attuale il prossimo anno, l’ultima stagione in cui si correrà con i motori di 1000 cc, prima del cambio regolamentare che li ridurrà a 850.
La nuova M1 ha un padrino d’eccezione, Andrea Dovizioso. Il forlivese è stato coinvolto a sorpresa nel progetto. «Non pensavo di tornare in MotoGp in nessun ruolo – confessa -. Il primo test sulla Yamaha è nato per caso e in quel momento ho riprovato quelle sensazioni che solo una di queste moto ti può dare». Così è stato arruolato e il Dovi si è buttato a capofitto nell’avventura. L’esperienza e la sensibilità non gli mancano, è il collaudatore perfetto.







