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Uno smart body per aiutare chi si smarrisce. Una canzone, un libro e un cortometraggio per non dimenticare. La ricerca e l’arte si uniscono grazie all’impegno di Airalzh e di Michele Bravi

Quando si parla di malattia di Alzheimer, la memoria non è l’unica a svanire. Tra i primi segnali che spesso si manifestano, e che, purtroppo, vengono sottovalutati, c’è il disorientamento spaziale, quella difficoltà a riconoscere luoghi familiari, a ritrovare la strada di casa, a orientarsi nel mondo. È un “campanello d’allarme” importante, perché può comparire prima dell’esordio conclamato della malattia. Ed è proprio su questo segnale precoce che Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) ha deciso di investire, sostenendo con il Bando AGYR un progetto innovativo che combina neuroscienze, tecnologia e prevenzione.

Il progetto è firmato dal Dr. Davide Cammisuli, psicologo e ricercatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo lavoro, svolto grazie a un finanziamento del programma Airalzh Grants for Young Researchers, ha portato allo sviluppo di uno smart body indossabile, in grado di “captare” segnali neurofisiologici legati al disorientamento e, attraverso un sistema integrato di sensori, GPS e alert, aiutare i pazienti a ritrovare la strada di casa, o a essere rintracciati in caso di smarrimento.