Cosa significa mettersi davvero nei panni di un uomo primitivo? Per lo specialista di preistoria e survival trainer Philipp Schraut, «il nipote di Ötzi», significa usare coltelli di pietra per sezionare la carne, accendere il fuoco con tecniche neolitiche e cucinare un pasto con gli stessi ingredienti di cinquemila anni fa. Il Museo Archeologico dell'Alto Adige offre a tutti gli amanti dell'avventura l'occasione di farlo sabato 20 settembre, con una giornata outdoor che promette di essere un autentico viaggio nel tempo e un'immersione profonda nel mondo quotidiano dell'Uomo venuto dal ghiaccio. L'avventura parte da Laces, in Val Venosta: una zona che già all'epoca di Ötzi era un insediamento. «Non è cambiato molto della natura del tempo - racconta Schraut -. Ci sono ancora i boschi, i prati e piante che c'erano già cinquemila anni fa. Siccome anche oggi abbiamo più o meno le stesse esigenze – cibo, riparo, fuoco, acqua – andremo un po’ in cerca di queste risorse che erano indispensabili». L'approccio di Schraut al mestiere è unico: «La mia passione nasce già dalla mia infanzia. Quando si lavora come survival trainer, prima o poi si riscopre che si arriva dai popoli primitivi come gli indiani in America, gli aborigeni in Australia o i sani in Sudafrica. Da loro si impara perfettamente come sopravvivere e come vivere insieme alla natura».
Alto Adige, coltelli di pietra per tagliare la carne e il fuoco acceso senza accendino, i corsi per sopravvivere come Ötzi
L'esperto di preistoria e survival trainer Philipp Schraut organizza escursioni a tema: «Gli uomini primitivi avevano le stesse esigenze che abbiamo noi oggi ma non sprecavano nulla»






