Alla Vuelta la tensione è ormai alle stelle. Da giorni i corridori denunciano il comportamento degli attivisti ProPal, che hanno trasformato il Giro spagnolo in un percorso a ostacoli, con azioni sempre più aggressive e pericolose. Non importa il team di appartenenza, i ciclisti sono diventati bersaglio di insulti, oggetti lanciati, puntine disseminate lungo le strade. L’episodio più grave è stato raccontato da Jonas Gregaard, 29enne della Lotto, che ha denunciato di essere stato colpito in faccia da un liquido maleodorante: “Probabilmente era urina”, ha spiegato, parlando di manifestanti diventati “pericolosi e violenti”.

Una gran pintada con los nombres de niños gazatíes asesinados por Israel recibe a La Vuelta a España en El Bierzohttps://t.co/5xj62GDUmB pic.twitter.com/JD2frpBL7S

— elDiario.es (@eldiarioes) September 10, 2025

Gli episodi, iniziati dalla quinta tappa, si ripetono ormai quotidianamente, costringendo gli organizzatori a interventi straordinari e a chiedere l’aiuto della polizia. Alcune frazioni sono state neutralizzate, altre hanno subito ritardi e modifiche, ma la situazione resta fuori controllo. A preoccupare è anche l’assenza di prese di posizione chiare da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale, rimasta finora in silenzio. Intanto la paura cresce tra gli atleti e gli staff, colpiti da una violenza che poco ha a che fare con la tradizione di passione e rispetto che contraddistingue solitamente il pubblico del ciclismo.