di

Cesare Giuzzi

Gli esami nell'ambito dell'incidente probatorio. Il 26 settembre, durante una nuova udienza al tribunale di Pavia, si discuterà della richiesta di proroga

Sono undici le impronte digitali rilevate dal perito Domenico Marchegiani, esperto della polizia scientifica di Milano, sul sacchetto della spazzatura e il contenitore dei cereali repertati in casa Poggi. Le tracce dovranno ora essere attribuite attraverso ulteriori esami dattiloscopici che saranno però eseguiti da un altro esperto, della Scientifica di Torino. È l'esito degli esami effettuati mercoledì 10 settembre dal gabinetto regionale di polizia scientifica di Milano nell'ambito dell'incidente probatorio sul delitto di Garlasco. L'analisi riguardava quattro reperti (la spazzatura, il sacchetto dei cereali, l'Estathè e una confezione di biscotti sui quali nelle scorse settimane erano già state rilevate tracce biologiche attribuite alla vittima, Chiara Poggi, e al fidanzato (condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto) Alberto Stasi.

Si tratta di impronte, otto in particolare quelle considerate «certamente utilizzabili» dai consulenti di parte, che non erano mai state rilevate nel corso delle indagini del 2007. Era stata la difesa di Stasi, con i legali Antonio De Rensis e Giada Bocellari, a richiedere alla gip Daniela Garlaschelli ulteriori approfondimenti sulla spazzatura e sul cibo consumato la mattina del 13 agosto durante la colazione della vittima.