«A tutte le donne, a tutti i figli, a chiunque subisce abusi in ambito familiare, dico di reagire. Dico di trovare la forza di difendere la vostra persona. Non sentitevi mai sbagliati. Ad essere sbagliato è solo chi non vi rispetta». Ilaria (il nome è di fantasia), 24 anni di Napoli, adesso è serena, ma fino a pochi giorni fa ha combattuto con la paura di soccombere per mano dell’uomo che le ha dato la vita. Suo padre, ha denunciato lei alle forze dell’ordine assistita dall’avvocato Carla Maruzzelli, era un violento, alzava le mani sulla moglie e sulle due figlie (Ilaria ha una sorella di un anno più grande). L’alcol era un alleato infido delle sue condotte spregevoli. E quando due anni fa la moglie, grazie al supporto di Ilaria, lo ha cacciato di casa, i maltrattamenti sono sfociati in appostamenti, irruzioni nel bar dove Ilaria lavora. Offese, minacce. Finanche aggressioni verbali per via della omosessualità di Ilaria. L’incubo è finito solo pochi giorni fa, quando all’ennesima gravissima e preoccupante sfuriata dell’uomo, Ilaria ha nuovamente chiamato le forze dell’ordine e il 51enne è finito in prigione, vedendosi poi convalidare l’arresto e le accuse (atti persecutori e maltrattamenti) dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.