Se si guarda all’inverno appena passato dall’emisfero opposto al nostro, c’è davvero da preoccuparsi per la stagione influenzale che ci aspetta. In Australia, la stagione influenzale 2025 è stata infatti definita come una delle più intense degli ultimi anni, con un boom di casi che ha destato preoccupazione anche qui in Europa.
Alcuni report riferiscono un aumento dei casi di circa il 70% rispetto all’anno precedente con un tasso di ospedalizzazione aumentato di circa il 50%. «Il dato che più preoccupa non è tanto l’incidenza, ma i ricoveri», commenta Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Federazione italiana medici di Medicina generale (Fimmg). Ospedalizzazioni «In Australia, il tasso di ospedalizzazione per influenza risulta più alto rispetto agli anni passati tra anziani e bambini, e questo ci può far ipotizzare un numero maggiore di complicanze respiratori», sottolinea Scotti. L’impatto sul sistema sanitario australiano è stato rilevante, tanto che in alcune città sono state adottate misure “straordinarie” per gestire il sovraffollamento degli ospedali. Il ministro della Salute dell’Australia Meridionale, Chris Picton, ha confermato che l’influenza ha messo a dura prova ospedali e personale sanitario, tanto da dover attivare posti letto temporanei in hotel per i pazienti meno gravi. Un quadro che, secondo gli infettivologi, potrebbe con grande probabilità replicarsi a breve anche in Italia. Ceppi influenzali Sempre in Australia è stato registrato un mix di ceppi influenzali. In particolare, è stata notata una quota significativa di Influenza B, in particolare del sottotipo B/Victoria. Questo è un dato rilevante perché, non essendo stato molto diffuso negli ultimi anni, può colpire fasce di popolazione con una minore immunità pregressa. Anche il virus A H3N2 è stato presente in maniera aggressiva. I dati mostrano che i tassi di notifica più elevati si sono registrati nelle fasce pediatriche, in particolare tra i bambini di età compresa tra 0-4 anni e 5-9 anni. Questa tendenza è stata accentuata dalla rilevante circolazione dell'Influenza B, che colpisce più comunemente i bambini e gli adolescenti.









