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3 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:34

La stagione dell’influenza 2025 rischia di diventare una delle peggiori degli ultimi anni. Come ogni anno, in queste settimane di fine estate gli occhi sono puntati sull’Australia, dove è inverno e si tirano le somme della stagione influenzale. Quest’anno, riportano i media locali, la circolazione dei virus stagionali è stata particolarmente intensa, con picchi record. Lo segnala l’infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, sottolineando che nel South Australia a luglio si è registrato il peggior aumento di ore di servizio delle ambulanze (5.866) degli ultimi sei anni, con forte pressione sul sistema sanitario. Il ministro della Salute dell’Australia Meridionale, Chris Picton, ha confermato che l’influenza ha messo a dura prova ospedali e personale sanitario, tanto da dover attivare posti letto temporanei in hotel per i pazienti meno gravi.

Questi dati, osservano gli esperti, offrono un’anticipazione di quello che potrebbe accadere anche in Italia nel prossimo autunno-inverno. Tuttavia, come precisa il professor Roberto Cauda, infettivologo, Università Campus Biomedico e consulente per le malattie infettive dell’European Medicines Agency (EMA), occorre leggere le cifre con prudenza, perché non è detto che ciò che avviene in una parte del mondo accada esattamente dalle nostre parti: “Da sempre si guarda all’emisfero australe proprio per la differenza stagionale. L’influenza, contrariamente al Covid, è una malattia stagionale: colpisce principalmente nei mesi freddi. Monitorare l’impatto in Australia aiuta a prepararsi, ma non significa che gli stessi effetti si manifesteranno allo stesso modo in Europa. Durante la pandemia H1N1 del 2009, per esempio, sulla scia dei casi che si stavano verificando in Sudamerica, ci aspettavamo gravi conseguenze anche in Europa e negli Stati Uniti, che poi non si sono verificate”.