Dinanzi alle previsioni catastrofiche sulla stagione influenzale che verrà, più che la questione del “se” vaccinarsi, diventa fondamentale capire “quando” è meglio farlo. A inizio campagna vaccinale, quindi subito ad ottobre? Oppure è meglio aspettare novembre-dicembre per evitare che l’efficacia del vaccino scemi quando più serve? “E’ una scelta che andrebbe fatta in base alla latitudine in cui si vive”, suggerisce Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG).

Influenza: meno rischi per il cuore con il vaccino ad alto dosaggio?

02 Settembre 2025

A ottobre

“Nelle regioni in cui l’estate tende a prolungarsi, come nel Meridione, sarebbe preferibile non vaccinarsi troppo presto, in modo da mantenere un’immunità più alta fino a marzo e aprile”, spiega Scotti. “Fino quando c’è bel tempo e si fa più vita all’aperto la diffusione dei virus influenzali è bassa e c’è meno bisogno di protezione”, aggiunge. E considerato che l’immunità offerta dal vaccino dura circa 6 mesi, ritardare un po’ la vaccinazione verso novembre può essere un modo per prolungarne l’efficacia. “Il vaccino non smette improvvisamente di funzionare - spiega Scotti - ma la sua efficacia cala progressivamente nel tempo”. Quindi, se somministrato troppo presto, rischia di fare “cilecca”, specialmente nelle stagioni in cui il picco è “ritardato” o in caso si verificasse un colpo di coda a fine stagione.