La notte più buia d’Europa è iniziata alle 23.30 di martedì. Sugli schermi della difesa aerea polacca è comparsa la traccia inequivocabile di un drone, partito cinque ore prima dalla Russia e diretto oltre il confine. Spesso negli scorsi anni queste bombe volanti sono entrate nel territorio di Varsavia ma dopo pochi chilometri hanno invertito la rotta, cercando di cogliere di sorpresa la contraerea ucraina che protegge le fabbriche e le basi intorno a Leopoli. Questa volta no. Il drone ha proseguito la sua corsa verso occidente. E poco dopo un secondo velivolo si è materializzato sui radar, seguito da tanti altri che si sono inoltrati in Polonia anche per 300 chilometri . L’ultimo, il diciannovesimo, è stato avvistato alle sei e trenta. Sette ore di battaglia, in cui ne sono stati abbattuti almeno otto. Sette ore da incubo, che hanno fatto scattare la massima allerta nel quartiere generale della Nato.

Non è stata una sorpresa. Da una settimana la tensione ha continuato a crescere, sulla frontiera ucraina e soprattutto su quella bielorussa. Ci sono stati diversi sconfinamenti e domenica un elicottero russo è penetrato in Estonia. Sono violazioni che il governo di Varsavia ha collegato alle esercitazioni Zapad 2025, la prova muscolare dell’asse Putin-Lukashenko che avrà il culmine oggi e domani con le simulazioni d’assalto di 30 mila soldati. Il premier Tusk martedì mattina ha messo in guardia: «Le manovre saranno condotte molto vicino alla nostra frontiera e sono molto aggressive. Stiamo anche fronteggiando un numero crescente di provocazioni».