Idroni abbattuti la notte scorsa nei cieli polacchi richiamano alla memoria di Sergio Mattarella un libro letto "quando ero ragazzo", uno "dei primi libri di storia sullo scoppio della Prima guerra mondiale nel luglio 1914, che forse nessuno voleva far scoppiare". È il modo con cui il presidente della Repubblica, in visita ufficiale in Slovenia, stigmatizza il blitz russo nello spazio aereo Nato, e ammonisce sul "rischio, estremamente alto", che "senza rendersene conto si scivoli in un allargamento, in un conflitto di dimensioni inimmaginabili e incontrollate". Insomma il capo dello Stato invita a non sottovalutare episodi di questo tipo, perché "ci si muove su un crinale in cui anche senza volerlo si può scivolare in un baratro di violenza incontrollata". E "le dichiarazioni frequenti, anche odierne, che vengono dal Cremlino, minacciose nei confronti dei Paesi europei, sono un elemento che induce all'allarme", avverte Mattarella, contando "molto su quanto possono fare l'Ue e l'Onu, restituendo il peso che le Nazioni Unite hanno avuto in altri momenti, perché vi sia un freno".