Era in volo e stava per atterrare proprio a Varsavia, mentre i droni lanciati dalla Russia sorvolavano i cieli della Polonia. Appena ha ricevuto la segnalazione, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha pensato al peggio, ma 36 ore dopo il presidente del Comitato militare della Nato assicura: «Dormo sonni tranquilli, l’operazione di difesa ha funzionato perfettamente. Se quella dei droni è stata una provocazione, i russi hanno avuto la dimostrazione che siamo capaci di proteggere i nostri cieli. Su quello che è successo – precisa il numero uno dell’apparato militare dell'Alleanza - aspetterei l’esito delle indagini».

Ammiraglio, che effetto le fa sentire parlare di terzo conflitto mondiale alle porte?

«Io direi che non siamo vicini a un terza guerra mondiale. Siamo di fronte a un evento con i connotati di una crisi, sì delicata, ma che ha dimostrato chiaramente come il nostro dispositivo di difesa funzioni. I risultati sono stati efficaci e tempestivi: merito del personale, dei piloti, di chi era a terra e di chi ha gestito il controllo tattico. Stiamo studiando l’evento per attribuirgli il giusto valore».

Stavolta venti droni, poi? Pensa che ci possa essere un rischio di escalation?

«Tutto può succedere, soprattutto in una guerra dinamica come quella tra Russia e Ucraina. Ma non ritengo che si sia trattato di un evento deliberato: non è nell’interesse di nessuno».