Di nuovo la Polonia. Il Paese sul confine Est dell’Europa è ancora una volta aggredito. Non siamo alle colonne militari di Hitler e di Stalin che, settembre 1939, attraversano i confini. Ma i droni, probabilmente di ricognizione, partiti da Russia e Bielorussia ed entrati profondamente in territorio polacco sono più di una provocazione. Sono un’azione di avvertimento, a Varsavia ma soprattutto all’Europa e alla Nato: Vladimir Putin si sente forte e alza il tiro, minaccia l’Unione europea con l’obiettivo di metterla sotto pressione, di misurarne la volontà di reazione e di mobilitare a suo favore le forze amiche che sa di avere nel Vecchio Continente. Pensa probabilmente che sia arrivato il momento di sfiancare definitivamente un’Europa che disprezza e ritiene inerme. Un nuovo passo estremamente aggressivo.
Difesa, l'urgenza delle scelte
Raid in Polonia: Vladimir Putin si sente forte e alza il tiro, minaccia l’Unione europea con l’obiettivo di metterla sotto pressione, di misurarne la volontà di reazione e di mobilitare a suo favore le forze amiche che sa di avere










