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Le anticipazioni del nuovo libro della candidata democratica alle presidenziali: “Il team di Biden lavorava contro di me"

Kamala Harris al veleno contro Joe Biden nel suo nuovo libro “107 Days” che racconta la sua breve corsa alla Casa Bianca. The Atlantic ha pubblicato un estratto che rende chiara la posizione della candidata democratica alle ultime presidenziali: la decisione di Joe Biden di ricandidarsi per un secondo mandato fu un atto di “incoscienza”. Ma non è tutto: a suo avviso, il team del presidente uscente avrebbe fatto di tutto per sabotarla.

"E tra tutte le persone alla Casa Bianca, ero nella posizione peggiore per sostenere la tesi che si sarebbe dovuto ritirare. Sapevo che gli sarebbe sembrato incredibilmente egoistico consigliargli di non candidarsi. L'avrebbe considerata pura ambizione, forse una velenosa slealtà, anche se il mio unico messaggio fosse stato: non lasciate che vinca l'altro" le parole della Harris, che non ha poi utilizzato troppi giri di parole sui responsabili della scelta: "'È una decisione di Joe e Jill'. Lo abbiamo detto tutti, come un mantra, come se fossimo stati ipnotizzati. È stata grazia o incoscienza? Col senno di poi, credo sia stata incoscienza. La posta in gioco era semplicemente troppo alta. Questa non era una scelta che avrebbe dovuto essere lasciata all'ego di un individuo, all'ambizione di un individuo. Avrebbe dovuto essere più di una semplice decisione personale".