I dati Istat: a guidare la classifica dei rincari burro e olio di oliva. In Europa rialzi più elevati rispetto all’Italia in Germania e Spagna, inferiori in FranciaIl prezzo dei beni alimentari in Italia dal 2019 a oggi è aumentato quasi di un terzo. Lo sottolinea l’Istat nella Nota sull’andamento dell'economia pubblicata oggi, evidenziando che l'aumento è comunque inferiore alla media dell’Ue 27. «In conseguenza della forte impennata registrata tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2023 e al successivo perdurare di una significativa, seppure più moderata, tendenza alla crescita (fenomeni che hanno riguardato l’intera Europa), i prezzi al consumo (indice armonizzato) dei beni alimentari (cibo e bevande non alcoliche) risultano in Italia avere raggiunto a luglio 2025 (ultimo dato disponibile) un livello più elevato del 30,1% rispetto a quello medio del 2019», si legge nella nota.

I prezzi che sono aumentati di piùI rincari degli alimentari registrati dal 2019 ad oggi sono generalizzati e sono quasi tutti a due cifre: burro 60,1%, olio di oliva 53,2%, riso 52,0%, cacao e cioccolato in polvere 51,4%, caffè 47,6%, olio di semi 43,6%, patate 40,5%, zucchero 37,5%, verdura fresca 36,7%, uova 34,3%, pollame 32,8%, frutta fresca 32,0%, acque minerali 30,9%, formaggi e latticini 29,8%, pasta 28,3%, pane 28,1%, yogurt 27,9%, bibite analcoliche 27,8%, carne suina 27,1%, latte fresco 24,9%, carne bovina 24,9%, pesci e prodotti ittici 24,2%, alimenti per bambini 23,6%, farina e altri cereali 23,3%, birra 17,7% e vino 2,8%.