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10 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:54

Dal 2019 a oggi riempire il carrello della spesa con quel che serve per i pasti giornalieri di una famiglia è diventato più caro di quasi un tero. È il conto salato fatto dall’Istat nella Nota sull’andamento dell’economia diffusa mercoledì, che certifica come i prezzi degli alimentari siano aumentati del 30,1% in sei anni. Un balzo che pesa sui bilanci dei nuclei con redditi medio-bassi. Anche se, sottolinea l’istituto, nel resto d’Europa è andata ancora peggio visto che i rincari su cibo e bevande analcoliche hanno superato la soglia del 39% nello stesso periodo. In alcuni Paesi, soprattutto nell’Est Europa, l’aumento ha sfiorato o superato il 40%.

In termini pratici significa che con 100 euro di spesa oggi si portano a casa quantità di alimenti e bevande che sei anni fa costavano poco più di 77 euro. E i bilanci delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti, continuano a risentirne, perché il cibo pesa più di altre voci sul budget quotidiano di chi ha redditi medio bassi. “La costante crescita dei listini al dettaglio nel comparto alimentare ha portato ad una situazione paradossale: le famiglie italiane spendono sempre di più per un carrello sempre più vuoto“, commenta il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. “Tra il 2019 e oggi le vendite alimentari nel nostro Paese sono crollate in volume del -6,5%, ma nello stesso periodo, proprio a causa dei continui rincari, il valore delle vendite è salito del +19,3%”. Rincari che costringono “a tagliare la spesa per cibi e bevande e a rivolgersi sempre più a prodotti low cost“: non a caso “dal 2019 ad oggi il valore delle vendite presso i discount ha registrato una fortissima crescita segnando un +45,6% in sei anni”.