Mangiare è diventato un lusso. L'Istat certifica il boom dei prezzi dei beni alimentari, protagonisti di un'impennata del 25% tra il 2021 e il 2025. Lo shock energetico innescato dall'invasione dell'Ucraina è stato senz'altro uno dei fattori, a livello internazionale, che più hanno influito su questa crescita esponenziale, insieme all'aumento del costo delle materie prime e dei fertilizzanti, ma hanno pesato anche gli eventi meteo avversi che hanno colpito i Paesi esportatori, la speculazione e altri fattori interni. Un salasso per le famiglie: i beni alimentari rappresentano infatti nel 2025 oltre un quinto del valore economico dei beni e servizi consumati dalle famiglie. Il solo cibo, rileva l'Istat, rappresenta in media il 16,6% della spesa degli italiani. Le famiglie a basso reddito, in considerazione della maggiore quota di spesa che destinano ai beni alimentari rispetto al totale dei consumi, sono quelle messe maggiormente in difficoltà dai rialzi record. Più nel dettaglio, da ottobre 2021 a ottobre 2025 i beni alimentari hanno registrato aumenti di prezzo del 24,9%, un incremento superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quanto evidenziato nello stesso periodo dall'indice generale dei prezzi al consumo armonizzato (+17,3%). Così emerge dalla nota dell'Istat sull'andamento dell'economia. Il prezzo degli alimentari freschi ha fatto un balzo del 26,2% in 4 anni, mentre quello dei lavorati del 24,3%. Risultato? Il cibo, a settembre, costava il 26,8% in più rispetto a ottobre 2021.