L’attivismo della numero uno della Commissione fa ipotizzare una candidatura per il 2027. La favorita è la ministra della Famiglia, di religione ebraica: ma la campagna dell’ambasciatore israeliano a suo favore non gioca per lei. Infine la carta più autorevole: l’ex cancelliera, una garanzia di fronte all’Afd rampante
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