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Ultimo aggiornamento: 20:29

Sono passati appena due mesi da quando Ursula von der Leyen è riuscita a salvare la sua poltrona. Lo scorso luglio, pur incassando una sonora débâcle, la presidente della Commissione europea è riuscita a salvarsi dalla mozione di sfiducia proposta dall’estrema destra dell’AfD. Ora, poche settimane dopo, è lo schieramento opposto a metterla in discussione. A lanciare la mozione di sfiducia, infatti, questa volta è la Sinistra Ue, il gruppo che raccoglie anche Sinistra Italiana ed il Movimento 5 stelle.

Von der Leyen potrebbe tornare sulla graticola a Strasburgo già a ottobre. Al centro delle ragioni della nuova mozione sono i due fronti caldi della Commissione: la mancata presa di posizione netta sul conflitto a Gaza e l’accordo commerciale Usa-Ue, definito dalla capogruppo della Sinistra Ue, la francese Manon Aubry, “un atto di vassallaggio nei confronti di Washington”. Nel testo, ancora in via di definizione, dovrebbe entrare anche una critica all’intesa Ue–Mercosur, che la Commissione punta ad adottare proprio in questi giorni.

Ma i problemi per la presidente non arrivano soltanto dall’estrema sinistra. Anche i socialisti infatti alzano i toni contro l’intesa commerciale con Trump. La capogruppo Iratxe García Pérez ha evocato la possibilità di un voto contrario alla ratifica, mentre per il capodelegazione dem Nicola Zingaretti ha dichiarato che “quello sui dazi non è stato un accordo ma una resa“. Sulla mozione di sfiducia i socialisti restano prudenti, ma Zingaretti non risparmia una stoccata alla presidente della Commissione: “Von der Leyen sbaglia a non valorizzare la fiducia ricevuta dal Parlamento. Ogni volta che si sposta a destra perde voti e rischia di compromettere la sua maggioranza“.