Altro che latitanza dorata: Flavius Savu, 39 anni, romeno dai mille misteri e dalle verità a intermittenza, è stato fermato a Zurigo. Condannato nel 2018 per truffa ed estorsione in una vicenda da cronaca nera e farsa – ricatti, festini, presunti esorcismi e il rettore di un santuario finito nel mirino – ora si presenta come l’uomo che potrebbe “riscrivere” la storia di uno dei delitti più discussi d’Italia: l’omicidio di Chiara Poggi nella villetta di Via Pascoli a Garlasco.
Era il 13 agosto 2007 e per quel delitto è stato condannato l’ex fidanzato Alberto Stasi, ma la procura di Pavia ha riaperto spiragli investigativi: nel registro degli indagati è finito anche Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. In questo scenario si inserisce Savu, che da latitante ha iniziato a raccontare la sua versione: Chiara, a suo dire, avrebbe scoperto un giro di pedofilia legato al santuario della Madonna della Bozzola e sarebbe stata eliminata per questo.
GARLASCO, CHOC AL SANTUARIO: "MINACCIATO INSIEME A MIA MOGLIE"
A Garlasco succede di tutto. Chi può offrire un contributo utile alle indagini per scoprire chi è stato ad...
Una tesi che finora non ha trovato alcun appiglio nelle indagini ufficiali, ma che ha riacceso i riflettori. Il curriculum di Savu non gioca a suo favore: insieme al complice Florin Tanasie aveva tentato di spillare 250mila euro a don Gregorio Vitali e ad altri collaboratori della chiesa, minacciando di diffondere video compromettenti. Una vicenda che allora aveva già mostrato il lato oscuro del “testimone” di oggi.








