Traiettoria, nessun effetto se non un giubbetto bruciato, troppa luce e nessun danno: è probabile che la flotilla di Gaza sia stata colpita da un innocuo razzo di segnalazione
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La flotilla di Gaza ha denunciato un secondo attacco con droni alle due imbarcazioni ma i dubbi sono tanti. Ciò che conta è che nessuno sia stato ferito ma, accertato questo, sono tante le domande. I video diffusi dalla flotilla non sgombrano il campo dai dubbi ma, anzi, li alimentano e fanno anche crescere il dubbio che possa essere stata una montatura o, comunque, un incidente di percorso sfuggito di mano e poi usato per una propaganda. Dall'equipaggio dichiarano che un drone ha sganciato l'arma 4 metri sopra le loro teste ma se si tratta di velivoli militari, questi viaggiano a ben altre altezze, non sono visibili di notte e se avessero sganciato un'arma chi era a bordo oggi non potrebbe raccontarlo. Nulla di quanto si vede nel video può lasciar pensare che si tratti di un drone e la stessa Guardia Nazionale tunisina, competente per il caso e sicuramente non "alleata" di Israele, smentisce l'ipotesi drone."Nei filmati che ho visto la luce molto forte non è compatibile con un drone che, comunque, non si muove così lentamente. Poi l’impatto avrebbe dovuto portare a un movimento della barca mentre la telecamera rimane ferma, non si rompe un vetro, non succede nulla", ha dichiarato al Corriere della sera Andrea Gilli, docente di studi strategici all’Università di St. Andrews in Scozia. "Inoltre la traiettoria è parabolica mentre dovrebbe essere dritta", ha aggiunto, arrivando alla conclusione più logica già ipotizzata da altri, ossia che potrebbe trattarsi di "un lanciarazzi d’allarme sparato dalla barca stessa o da un’altra barca lì vicino. Parliamo di un raggio di 100-200 metri".












