Quante sono le cose che non tornano nel doppio attacco denunciato dai pro -Pal della Global Sumud Flotilla diretti a Gaza... Droni militari? Praticamente impossibile. E ora, punto per punto, vi spieghiamo il perché. Al netto dei comunicati delle autorità tunisine che hanno negato la presenza di mezzi volanti nello spazio aereo interessato.
Innanzitutto, se si fosse trattato di un ordigno gli attivisti che si sono affannati a rilasciare interviste non sarebbero certo potuti comparire davanti alle telecamere per puntare il dito contro Israele. Il motivo è semplice: «Se si fossero utilizzati droni militari i danni non sarebbero stati cosi lievi», conferma a Libero Simone Lo Russo, fondatore e amministratore delegato della Impianti spa che da trent’anni si occupa dello sviluppo di soluzioni tecnologiche anche per il settore della Difesa e che vanta il brand “Drone4Italy” interamente dedicato al mondo dei droni e della mobilità aerea avanzata. Aggiungendo il fatto che sono bastati pochi secondi all’equipaggio per spegnere le fiamme e che nessuno sia rimasto ferito, è abbastanza chiaro come la tesi della bomba sia difficilmente sostenibile. Della barca, infatti, non sarebbe rimasto alcunché.












