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10 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:19
Al via del nuovo anno scolastico, gli stipendi dei docenti italiani restano decisamente più bassi rispetto a quelli degli altri grandi Paesi europei. Come di consueto, le buste paga dei nostri maestri e professori si collocano sotto la media degli Stati che fanno parte dell’Ocse. Una posizione poco lusinghiera che occupiamo da anni e che è stata peggiorata a causa dell’inflazione: gli insegnanti di scuola primaria, per esempio, nel 2024 hanno visto calare i loro salari reali del 4,4%. Confrontando i dati con quelli di nazioni europee come Germania, Francia e Spagna, l’Italia si conferma il Paese che paga peggio i suoi docenti, come conferma il rapporto “Education at a glance” pubblicato oggi dall’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
Una situazione che sembra influenzata anche dal basso investimento che l’Italia destina all’istruzione in generale: considerando le scuole di ogni ordine e grado, la nostra spesa è pari al 3,9% del Prodotto interno lordo, contro una media Ocse del 4,7%. I nostri docenti, tra l’altro, hanno retribuzioni ben al di sotto della media dei lavoratori laureati: il 33% in meno, mentre la forbice Ocse si ferma al 17%. Insomma, tra gli occupati con un titolo di studio terziario, i nostri professori sono quelli con le buste paga più basse. Soprattutto il confronto con la Germania resta impietoso: da noi lo stipendio medio di un anno nella scuola superiore è pari a 56.021 dollari, mentre è sopra i 73 mila dollari come media Ocse e supera i 100 mila dollari per gli insegnanti tedeschi. Alle medie siamo a 52.642 dollari contro i 70.578 dollari dell’Ocse.










