I sentimenti sono come una bussola per la coscienza. «Quelli negativi non vanno repressi, ma accolti e utilizzati perché, al pari di quelli positivi, ci guidano nella vita, nel senso che ci avvertono quando qualcosa non va, quando un rapporto non funziona, quando una situazione è troppo difficile o è diventata insostenibile. Ci aiutano a capire quali sono le nostre necessità, a reagire per trovare una soluzione e a cercare aiuto quando sentiamo di non farcela. Le emozioni negative, se interrogate e ascoltate, smettono di fare paura, o ne fanno di meno, e non sono più vissute come una trappola senza vie di uscita». È il succo di quello che lo psichiatra Angelo Bertani spiega agli adolescenti durante gli incontri nelle scuole per fare prevenzione sul suicidio. Bertani viene chiamato dagli istituti superiori di Milano in qualità sia di direttore del Centro giovani Ponti dell’Asst Santi Paolo e Carlo, che offre assistenza a minorenni e giovani adulti con disagio psicologico, sia di volontario di Progetto Itaca, associazione impegnata nell’ambito della salute mentale.

Insegna ai ragazzi che anche gli stati d’animo oppressivi e i brutti pensieri non sono mai una condizione negativa, perché in realtà rappresentano degli scrigni che custodiscono informazioni personali preziose in grado di orientarci verso scelte più protettive e costruttive.