Le dannate dei boschi della droga nel parco delle Groane, 7.700 ettari fra le tre province di Milano, Monza e Brianza, e Como, ettari estesi sia nella periferia metropolitana sia nella provincia lombarda dei pendolari, dunque una geografia di scarsissimo se non di assente interesse mediatico, a maggior ragione se l'argomento è quello della droga e dei drogati, ormai l’abbiamo capito, in fondo quando non parte la moda nessuno s’accoda, e le Groane al momento non generano moda alcuna.
Anzi, dove diavolo sono queste Groane? Ma boh, chi se ne frega.
Eppure sono terre incredibili nella misura di fenomeni antropologici e sociali; di spavento: drammatiche terre bisognose di interesse dei governanti laddove invece il tema viene demandato al solito alle forze dell’ordine, vadano a pattugliare, stanare, contrastare, braccare, catturare, pedinare, spiare, sudare, e poi basta, tutti gli altri presunti grandi attori dormono, o se ne fregano, o si sfilano, o si girano dall'altra parte, o giustappunto attendono i pattuglioni dei carabinieri e dei poliziotti, e i sindaci, o qualcuno di loro, i sindaci protestano, sollecitano, scrivono post che pubblicano sui profili dei social network, senza però, pare di capire considerando che anziché fermarsi la situazione prosegue nel pericoloso scivolamento, senza un adeguato seguito, senza un'adeguata risposta, anche se gli uni diranno e per forza, noi siamo all’opposizione e non ci calcolano apposta, ci abbandonano al nostro destino, e gli altri diranno, ma no, nessun problema, siamo la maggioranza e state ingigantendo voialtri per darci addosso, smettetela una buona volta di romanzare, i problemi li risolviamo uno via l'altro, mica come quelli di prima.







