La Global Sumud Flotilla prende il largo, destinazione Gaza.
Nel tardo pomeriggio le imbarcazioni hanno iniziato a sciogliere gli ormeggi, scivolando una dopo l'altra dal porto di Sidi Bou Said verso il mare aperto sotto una leggera pioggia. La folla tunisina, assiepata lungo le banchine e nelle stradine dalle porte blu, ha accompagnato il convoglio con cori e applausi, tra bandiere palestinesi e cartelli dipinti a mano. Ma, pur avendo riparato i danni, gli attivisti hanno messo la prua a sud ancora scossi dai due presunti attacchi subiti in ventiquattro ore: prima alla Family, poi ad Alma, colpita da un sospetto ordigno elettronico.
Nessun passo indietro però da parte del collettivo che, con Greta Thunberg in prima fila, ha deciso di partire per "spezzare l'assedio a Gaza". Una partenza rallentata, complice anche il maltempo, con la possibilità di una sosta serale nel vicino porto di Biserta prima di proseguire la rotta. Subito dopo la seconda incursione con un drone che - nelle testimonianze degli attivisti - avrebbe provocato danni al ponte superiore della Alma battente bandiera britannica, slogan contro Israele e Stati Uniti hanno tenuto accesa la notte al porto turistico a pochi chilometri a nord-est di Tunisi.















