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Nel pieno rispetto della tradizione e dell’eredità del Drake, ecco farsi spazio l’ultima novità del Cavallino rampante che riporta alla ribalta un nome glorioso

A Maranello, ogni qualvolta si mette mano al progetto di una nuova supercar, la parola d’ordine è sempre la stessa e riporta, inevitabilmente, al mito di Enzo Ferrari e alle sue ossessioni: velocità e prestazioni. Nel pieno rispetto della tradizione e dell’eredità del Drake, ecco allora farsi spazio l’ultima novità del Cavallino rampante che riporta alla ribalta un nome glorioso: Testarossa. "La 849 Testarossa - spiega Enrico Galliera, direttore commerciale e marketing della Ferrari - si colloca al vertice della gamma grazie alle sue prestazioni, al coinvolgimento che sa donare al pilota senza mai compromettere comfort di marcia o raffinatezza degli interni, come pure al suo design avveniristico, ma al contempo profondamente legato alla storia del marchio. È una vettura pensata per i clienti più esigenti, coloro che vogliono il massimo da una Ferrari. Ed è anche la ragione dietro il ritorno di un nome leggendario per la storia di Maranello, Testarossa, che fu usato per la prima volta nel 1956 sulla 500 TR ed era volto a descrivere il colore delle teste cilindri di alcuni tra i motori da corsa più estremi ed iconici, prima di essere utilizzato su uno dei modelli stradali Ferrari più amati di tutti i tempi, la leggendaria Testarossa del 1984".