Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

9 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:47

“Non ci rendiamo conto di quanto accade intorno, ma in merito alle proteste, si sa che la gente lo fa per un motivo, è orribile quello che sta accadendo attualmente e credo che quanti stanno manifestando hanno bisogno di essere ascoltati”. A esporsi è Jonas Vingegaard, il ciclista leader della Vuelta di Spagna e due volte vincitore del Tour de France. Il danese ha commentato ai microfoni dell’emittente pubblica TV2 le mobilitazioni, convocate dal collettivo “Galizia per la Palestina”, che anche oggi nella regione nordoccidentale di Spagna hanno forzato l’organizzazione della Vuelta ad anticipare di 8 km il traguardo della sedicesima tappa della competizione, fra Poio e Mos Castro de Herville.

“Hanno bisogno di essere ascoltati dai media, per questo protestano qui alla Vuelta. Ovviamente è un un peccato che questo accada esattamente qui e questo è ciò che pensa la maggioranza di noi corridori. Ma, insisto, credo che quanti manifestano necessitino disperatamente di essere ascoltati”, ha affermato Vingegaard. Netta la differenza con altri sport, come per esempio il calcio, dove raramente – soprattutto tra i personaggi così noti quale è Vingegaard – qualcuno si espone così, in maniera diretta, sul genocidio in corso a Gaza.