Il 13% delle Generali ora custodito da Mediobanca, quota chiave per gli equilibri del Leone di Trieste, resterà nell’orbita della galassia Mps-Mediobanca. L’offerta del Monte dei Paschi di Siena sull’istituto, che va a ridisegnare il sistema della finanza italiana puntando diritto al cuore dell’apparato, pur segnando un passaggio storico per la governance della compagnia non ne modificherà, almeno formalmente, l’assetto azionario. Secondo la ricostruzione di ambienti finanziari, infatti, le Generali vengono considerate a Siena come una sorta di “esternalità positiva” nell’ambito di un disegno industriale più ampio rispetto al solo riassetto della catena di controllo di Mediobanca.
Il focus
Sebbene il pacchetto non sia mai stato al centro dei pensieri e delle strategie del ceo Luigi Lovaglio, con il successo dell’offerta quelle azioni ora sono diventate un qualcosa che alcuni osservatori definiscono «nice to have». Non sono certo la priorità, ora il focus di Mps sarà sul far progredire al meglio l’operazione su Piazzetta Cuccia, ma in prospettiva possono essere una leva importante. Difficile che si aprano spazi per un’intesa nella bancassurance, segmento per il quale il ceo Philippe Donnet non ha mai mostrato interesse, ma questo non sarebbe l’unico potenziale argomento di dialogo. In passato Lovaglio rispetto all’offerta lanciata da Mediobanca su Banca Generali aveva in più occasioni ribadito che non contrastava minimamente con il progetto a cui lui stava lavorando. Ora quella proposta è stata respinta dai soci dell’istituto all’assemblea dello scorso 21 agosto, ma non è detto che non possa tornare sul tavolo sotto altra forma, magari dal profilo esclusivamente industriale.









