L’autenticità è la sua forza di Carolina Cucinelli. Figlia dell’imprenditore del cashmere che ha saputo affermarsi nel mondo per aver coniugato stile e un diverso concetto di capitalismo, più umano e rispettoso, porta avanti il concetto di bellezza mai slegato dalla realtà, l'impegno di donna e madre. Ora vede riconosciuto il suo ruolo di imprenditrice e custode della bellezza anche all’estero. L'influente magazine di moda WWD la inserisce tra le 50 donne più influenti al mondo. Carolina è stata chiamata a rappresentare la casa di moda umbra al Forum di New York «Woman in power» organizzato da «Women’s Wear Daily» che (nell'edizione di settembre) include Brunello Cucinelli tra i 115 più importanti changemakers della storia.
Del resto, la ricerca dell’armonia e il «restituire valore alla terra», caposaldo del Cucinelli-pensiero, hanno plasmato Carolina e sua sorella Camilla, che fin da bambine sono cresciute vestendo le bambole con gli avanzi di cashmere, testimoni della nascita da zero, nel 1978, dell’azienda che ha fatto risorgere il borgo medioevale di Solomeo facendone un esempio riconosciuto di «capitalismo umanistico e umana sostenibilità», come si legge nella motivazione del premio alla carriera che il British Fashion Council consegnerà a Londra in dicembre al designer-imprenditore.











