TREVISO - Nasce il pronto soccorso per provare a salvare i giovani trevigiani dalle baby gang e dal mondo della criminalità. I numeri sono allarmanti. Tanto che l'Usl della Marca ha deciso di costituire un nuovo centro: "Task force educativa - 118". I pazienti, se così si possono chiamare, saranno i ragazzi tra i 14 e i 21 anni colpiti da Daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive) o ammonimento da parte del questore, che può vietare l'accesso in luoghi specifici, come i locali, a fronte di comportamenti violenti o pericolosi per la sicurezza pubblica. Ma non solo. L'attività coinvolgerà anche le famiglie dei giovani con il Daspo o con l'ammonimento. Oltre alla repressione, si punta a sviluppare anche interventi di recupero a livello educativo. «Visto l'emergere di nuove forme di marginalità e di povertà educativa e i conseguenti fenomeni di devianza e criminalità che coinvolgono ragazzi sempre più giovani - spiegano dall'azienda sanitaria - si ritiene opportuno costituire, in staff alla direzione socio-sanitaria, il Centro di attività "Task force educativa - 118"».

Il servizio entrerà in funzione già da questo mese. L'equipe educativa è composta da uno psicologo e tre educatori professionali. Ogni singolo progetto verrà sviluppato in collaborazione con le forze dell'ordine. Anzi, i primi incontri con le famiglie saranno organizzati proprio nelle sedi di polizia locale, questura o carabinieri. È prevista l'individuazione di un agente di riferimento. Dopodiché si procederà con la stesura di un patto educativo con la persona interessata e con la sua famiglia. E a quel punto la task force avvierà degli interventi specifici per valorizzare motivazioni, impegni, assunzioni di responsabilità a livello personale, provando anche a sciogliere eventuali nodi critici delle relazioni in famiglia. Ci saranno visite direttamente a casa, incontri in strada e anche attività programmate con la scuola. «Il percorso dovrà essere attuato attraverso un ascolto attivo, fornendo competenze e strumenti utili al corretto svolgimento della funzione genitoriale - si specifica - il compito dell'educatore professionale e dell'azione ri-educativa sarà aiutare il soggetto da un punto di vista relazionale ad assumere atteggiamenti e comportamenti rispettosi e consoni al vivere civile, coinvolgere nell'azione la famiglia e accompagnare, seguire, verificare l'evoluzione del percorso».