Gaia Giovannini non se li taglierà. Non andrà ad accorciarli dall’hairstylist per ragioni di Stato. Anche se sulla strada del titolo mondiale di Bangkok i lunghi e mossi capelli della schiacciatrice bolognese sono sembrati per un attimo un pericolo, un inciampo per l’Italia lanciata verso la rimonta col Brasile nel quarto set. Diagonale di Bergmann che finisce fuori, 16-13 Italia che il Brasile contesta segnalando il tocco della palla sulla testa di Giovannini. Può essere 15-14, magari il punto che gira il Mondiale a sfavore dell’Italia, ma il video e l’arbitra Agnieszka Michlic confermano con mimica eloquente: i capelli non contano, sfiorano la palla senza cambiarne la direzione. Da quel quarto set si passa al tie-break vincente, e di lì alla finale con la Turchia in cui Giovannini, studentessa di Scienze motorie vicina alla laurea, batte gli ultimi insidiosi palloni che valgono l’oro. Il quarto in due stagioni, comprese due VNL, per la ragazza scoperta a sorpresa dall’intuito di Julio Velasco.

Gaia Giovannini, anche i suoi capelli sono campioni del mondo?

«Ho cercato di fingere, di negare tutto, ma oggettivamente il tocco si era visto. Ho temuto, sì, la palla ha sfiorato la testa ma secondo il regolamento i capelli non valgono, quindi va bene così. Ho letto tanti commenti di gente che mi chiede di tagliarli, lo so anch’io che non sono adatti per giocare, ma a me piacciono così, e me li farò crescere ancora».