«La manovra non sarà correttiva come dice Giorgetti, ma per la crescita» e tra i diversi provvedimenti «si può pensare a una proposta un po' azzardata, però perché no? Cioè la detassazione della tredicesima». Così Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri. «La ricetta è sempre nella riduzione della pressione fiscale. Vediamo quello che si può fare», aggiunge Tajani a margine del "Forum della competitività" organizzato da Assolombarda a Milano. Un intervento sulla tredicesima interesserebbe tutte le categorie di lavoratori subordinati del Paese: circa 19 milioni di persone. Oltre ad avere un impatto non trascurabile sulla busta paga: in pratica si tratterebbe di uno stipendio non tassato con le normali aliquote Irpef a fine anno (ovvero, secondo le attuali aliquote, sulla tredicesima verrebbe meno l’imposizione fiscale del 23% fino a 28.000 euro; del 35% da 28.001 a 50.000 euro; del 43% oltre i 50.000 euro).