AGiancarlo Giorgetti che considera le misure in campo sulla manovra proposte da «calciomercato» risponde direttamente il vicepremier Antonio Tajani alzando la posta. Il leader di Forza Italia lancia una nuova misura fiscale: la detassazione delle tredicesime. Un evergreen che emerge ogni anno durante il dibattito sulla finanziaria. In passato era stato lo stesso vice ministro dell’Economia Maurizio Leo a immaginare un’idea del genere, tanto che il principio di prevedere un’agevolazione per la gratifica pagata a dicembre è entrato nel testo della delega fiscale. Riuscire a tagliare le tasse sulle tredicesime è comunque molto complicato perché servono coperture ingenti: valgono quasi 60 miliardi di euro e fruttano al fisco circa 14,5 miliardi di gettito. Quel che ha fatto il governo di Giorgia Meloni lo scorso anno è stato introdurre una sorta di bonus Natale di 100 euro netti a favore dei lavoratori fino a 28 mila euro e con un figlio a carico, per un impatto sui conti pubblici di 320 milioni di euro.

La priorità per Fi resta l’Irpef

Tajani dice che «la manovra non sarà correttiva come dice Giorgetti, ma per la crescita si può pensare a una proposta un po' azzardata, come la detassazione della tredicesima». La ricetta, spiega, «è sempre nella riduzione della pressione fiscale. Vediamo quello che si può fare». Infatti, Forza Italia è dalla legge di bilancio dello scorso anno che duella con la Lega per spingere il taglio dell’Irpef per il ceto medio, mentre Matteo Salvini ogni giorno dà per fatta la quinta rottamazione delle cartelle. La priorità degli azzurri è l’abbattimento dell'Irpef dal 35 al 33% con allargamento della base fino a 60 mila euro. Per Tajani la soluzione «non si chiama reddito di cittadinanza né salario minimo, si chiama detassazione degli straordinari, dei festivi, dei premi di produzione per far sì che il ceto medio non diventi il ceto povero».