Milano, 8 set. (askanews) – La 128esima edizione di MIPEL, la manifestazione fieristica internazionale dedicata al settore della pelletteria e dell’accessorio moda, arriva in un momento complesso per il settore, ma resta un punto di riferimento, oltre che un’occasione per pensare a come ridare slancio a un comparto chiave del Made in Italy. “Abbiamo un 6,9% in meno per quanto riguarda il fatturato e un 7,5% in meno per quanto riguarda l’export – ha detto ad askanews Claudia Sequi, presidente di MIPEL e Assopellettieri. Per quanto riguarda invece il sentiment, forse possiamo avere qualche segnale di miglioramento, per cui tra i nostri associati, attraverso un sondaggio che abbiamo fatto a luglio le aspettative erano di una diminuzione di fatturato rispetto al 2024 del 10%. A luglio questa percentuale è scesa al 4%, quindi ci fa intravedere una fine anno praticamente in parità rispetto al 2024”.
Da questi aspetti si cerca di vedere la luce in fondo al tunnel e per farlo da MIPEL si chiedono alcune misure di breve periodo, come interventi sulla cassa integrazione, sul credito d’imposta e sull’accesso al credito nei momenti di difficoltà per le aziende. “Ci sono invece delle azioni a medio e lungo termine – ha aggiunto la presidente Sequi – su cui noi insistiamo molto come Assopellettieri e come Confindustria Accessori Moda che sono prima di tutto una defiscalizzazione del lavoro, quindi un cuneo fiscale che deve cambiare, la possibilità di attivare delle attività di premialità nei confronti dei dipendenti che siano però defiscalizzate. Abbiamo poi bisogno di incentivi alla ricerca e sviluppo”.







