Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Con un debito oltre il 114% del PIL e un deficit vicino al 6%, Parigi rischia un declassamento del rating mentre la crisi politica minaccia di innescare una nuova emergenza nell’Eurozona
La Francia trattiene il fiato mentre il primo ministro François Bayrou affronta questa sera un voto di fiducia destinato molto probabilmente a segnarne la caduta. Il quadro economico non lascia spazio a ottimismi. Il debito pubblico si attesta intorno al 114% del PIL, pari a oltre 3.300 miliardi di euro a fine primo trimestre 2025, una delle quote più elevate dell’Eurozona. Il deficit pubblico si avvicina al 5,8% del PIL, quasi il doppio del limite europeo del 3%.
Bayrou ha puntato su un pacchetto di risanamento da circa 44 miliardi di euro tra tagli e aumenti fiscali, con l'obiettivo di ridurre il deficit al 4,6% entro il 2026 e al 2,8% entro il 2029. Ma le misure hanno incontrato una forte opposizione: l’eliminazione di due festività nazionali è diventata il simbolo di un malcontento diffuso, che ha alimentato la contrarietà tanto dei sindacati quanto dell’opinione pubblica. La riduzione del debito è una "questione di urgenza vitale" per la Francia: questo l'avvertimento lanciato dal premier francese nel suo discorso di politica generale all'Assemblée nationale. Dinanzi ai deputati, il premier ha evocato il debito colossale che pesa sulla seconda economia della zona euro .







